TORINO
Strana fermata del bus, quella tra corso Giulio Cesare e il lungo Dora.
La gente sotto e nei dintorni della pensilina appare sempre la stessa.
I bus arrivano uno dopo l’altro, ma a loro non interessa proprio.
I più sono protetti dai cappucci. Sono pusher.
Qui il narco-traffico di eroina white va raggiungendo livelli intensi.
Da qui in avanti, lungo gli argini del fiume è rinata la shop-gallery del racket.
Nel neo-triangolo della distribuzione di eroina, tre le 18 e le 20,30, si contano, uno dopo l’altro, 32 spacciatori di origine africana.
PERUGIA
allarme per un gruppo di sedicenni di buona famiglia. Si vendono ai giovani pusher nordafricani in cambio di hashish e coca
"Cosparso di benzina solo per divertirci"
Il racconto del minore: «Volevamo vedere se durava. Non importava se era romeno o negro».
Le loro serate le trascorrono tutte così, tra alcol e droga. Un sorso di vodka e una canna, una birra e un'altra canna.
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