giovedì 3 dicembre 2009

Fanno soldi sulla pelle dei bimbi.

"35 milioni con gli orfani di Stato"
- Gli abusi sui minori sono un business. O almeno così si può dire osservando il costo per la collettività: la Regione Piemonte, in un anno, spende una cifra co­me 35 milioni di euro per le co­munità, i presidi assistenziali e tutte le altre strutture - sono 140 in tutta la regione - pensate per l’affido dei minori tolti alla fami­glia. Strutture che, a quanto risul­ta per esempio al consigliere re­gionale Gian Luca Vignale, sono in gran parte private. E cifre che, come ribadito più volte dal consi­gliere, sembrano destinate a sali­re se si considerano anche i fondi erogati alle famiglie affidatarie.Nella nostra Regione 3.498 mino­ri nel 2006 risultavano allontana­ti dalle loro famiglie naturali: di questi 2.319 erano in stato di affi­do famigliare e 1.179 vivevano presso comunità della Regione, di questi circa il 10 per cento erano stranieri. Ma perché così tanti minorenni vengono tolti alle famiglie? Scor­rendo i dati a disposizione emer­ge che nel 44 per cento dei casi la motivazione è «incapacità e me­todi educativi non idonei», men­tre il 32,77 per cento è «impossi­bilità dei genitori a seguire i fi­gli ».Ma secondo l’associazione “Cre­sco a casa” sovente i criteri di valutazione sono troppo soggetti­vi «mentre la sottrazione coatta di minori e falsi abusi hanno un comune denominatore che trova origine nelle discipline psicolo­giche e psichiatriche». Per inten­derci: è sufficiente la segnalazio­ne di un insegnante, un compor­tamento “strano”, un disegno ed ecco che può accadere che nor­mali turbe adolescenziali venga­no scambiate per segni di abusi subiti. Come Marta, 15 anni, pre­levata da scuola e sottratta per sette mesi ai genitori perché la dirigente scolastica notava « u n’insofferenza della minore nei confronti della famiglia » . L’indagine della polizia - allertata dai genitori - ha poi smontato ogni accusa. E si tratta solamente di un esem­pio. La casistica, come sostenuto più volte da Vittorio Apolloni presidente, oltre che di “Cresco a casa”, anche del centro di docu­mentazione sui falsi abusi, è piut­tosto ampia. E a rafforzare la sua tesi enumera le cifre: su una me­dia di quasi quattro milioni di denunce presentate alle Procure di tutta Italia, quelle riguardanti i minori sono 4.959. Quelle rivela­tesi fasulle sono il 96 per cento.Per Gian Luca Vignale, che da tempo ha avviato una vera e pro­pria battaglia in questo senso, «l’affidamento è un settore in cui la Regione investe un mucchio di soldi in modo ingiustificato ri­spetto al numero di persone che segue. Ritengo più importante so­stenere la famiglia e non le strut­ture ricettive per i minori».
Torino 27/11/2009

1 commento:

Stefano ha detto...

Complimenti per l'articolo de sanitate piemontese,i cui contenuti dovrebbero trovare maggiore eco mediatica.Per quanto riguarda il tema in questione,mi sembra che il tutto sia in perfetta coerenza con la visione ideologicizzata della sanità che ha sempre caratterizzato l'attuale giunta Bresso:del resto se così non fosse, come giustificarne lo sfascio totale?Mi preoccupa il fatto che l'Udc si presti al gioco del centrosinistra,accettando di allearsi ben sapendo di doverne subire in seguito tutte le decisioni(basta guardare ciò che avviene nelle giunte Saitta e Filippi).Ma vi immaginate altri 5 anni di centrosinistra a prescindere se il governatore sia la Bresso o Chiamparino?